L’attività progettuale nasce dall’esigenza dei cerealicoltori bio di disporre in tempi rapidi e in modo efficiente di una strategia multifattoriale per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico sulle performance produttive e qualitative di farro monococco e dicocco. Si tratta, infatti, dei 2 cereali autunno vernini maggiormente coltivati nelle aree interne e nell’ambito dei sistemi bio di produzione in virtù delle loro caratteristiche di spiccata rusticità e adattabilità. Ciò ha consentito di produrre valore (reddito unitario) anche nell’ambito di sistemi produttivi estensivi caratterizzati da una scarsa qualità agronomica dei suoli (caratteristiche fisico-chimiche, giacitura) e da un microclima non sempre favorevole. I due farri di interesse sono pertanto in grado di valorizzare agro-ecosistemi periferici in cui le alternative produttive sono scarse, mentre il ruolo ecosistemico svolto dall’agricoltura in queste aree è strategico per l’intera comunità regionale. Dato lo stato dell’arte circa le conoscenze delle 2 specie e l’analisi delle dinamiche meteo-climatiche degli ultimi 10 anni in Toscana è emerso, infatti, che sono già in atto fenomeni in grado di deprimere la resa unitaria di tali colture sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Ci si riferisce in particolare a: 1) innalzamento delle temperature medie nel periodo autunno-vernino e 2) diversa distribuzione degli eventi piovosi per anno e intra-periodo rispetto alla fase ex ante. Entrambi i fenomeni agiscono negativamente sulla produttività di questi cereali in quanto, da un lato, contrastano con le esigenze in freddo delle due specie che necessitano di vernalizzazione per l’induzione a fiore e, dall’altro, aumentano la pressione di agenti biotici avversi durante la fase di germinazione/emergenza e sviluppo delle plantule con ripercussioni negative sulla resa finale. L’attività programmata prevede, quindi, il collaudo di trattamenti innovativi a carico del seme di farro monococco e dicocco. Contestualmente verrà avviata un’attività di selezione di varietà già reperibili nell’ambito del territorio per l’identificazione di quelle maggiormente resilienti. Il GO prevede, inoltre, la caratterizzazione genomica e proteomica delle varietà più resilienti per metterne in evidenza le specificità e intraprendere un’azione di ulteriore valorizzazione. Gli obiettivi del progetto nel loro complesso riguardano la validazione di una strategia multifattoriale capace di mantenere livelli soddisfacenti di produttività e redditività della filiera farro. Le 2 specie interessate dallo SvernalFAr! si sono così ampiamente diffuse sui nostri territori perché, negli anni, hanno mostrato spiccata capacità di adattamento agli stress biotici ed abiotici ed elevata rusticità. Gli effetti del cambiamento climatico sono, però, più veloci delle loro capacità adattive intrinseche ed è, pertanto, forte la richiesta dei cerealicoltori toscani di avere risposte facili, economiche e prontamente applicabili per continuare a produrre in modo sostenibile cereali di buona qualità.